giovedì 3 maggio 2012

Movimento 5 stelle e patrimonio culturale


Il post che state leggendo nasce dal fatto che, dopo il tanto parlare che si è fatto ultimamente del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, mi sono posto una domanda:  qual è la posizione di tale movimento rispetto al problema della tutela del patrimonio culturale?
Quali politiche proponeQ

Domanda che potrà sembrare stimolante solo per gli “addetti ai lavori”; in realtà non è così, e qualsiasi cittadino italiano con un minimo di coscienza civile dovrebbe rendersene conto. La necessità di affrontare questa tematica è  oggi impellente: i crolli di Pompei - il caso più eclatante della deriva della salvaguardia del nostro patrimonio storico e artistico - hanno avuto un tale impatto simbolico da essere ancora impressi nella memoria collettiva (o spero che sia così) .
Per cui, da una forza politica che si definisce “nuova”, e che si prefigge l’obiettivo di cambiare l’Italia, una sensibilità forte e una serie di proposte concrete in materia sono auspicabili.
Preciso, comunque, che questo post non vuole essere un attacco alle idee generali e al programma del Movimento nel suo complesso.

C’è però un fatto deprimente: la mia domanda iniziale è fin troppo ottimistica: presuppone infatti che il Movimento 5 stelle, un’idea in merito alla tutela del patrimonio culturale, ce l’abbia- giusta o sbagliata che sia . E così non è, purtroppo.

E’ scaricabile QUI in file pdf il programma politico del Movimento. Ottimo! Ha poche pagine, non ha troppi termini tecnici e si legge con facilità: ecco dunque il banco di prova su cui misurare il grado di sensibilità del Movimento per il problema della tutela.
E qui la delusione diventa totale: al problema della salvaguardia del patrimonio culturale non c’è nemmeno un misero accenno. Solo alcuni punti lo sfiorano, senza tuttavia tentare un approfondimento della questione.

E’nel capitolo dedicato ai trasporti che si trova qualcosa che possa interessarci.
Il quinto punto recita: Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo . Questo è importante: se il patrimonio culturale ha nelle città una sede privilegiata, ecco che una “forte tassazione” alle auto private può avere il doppio benefico effetto di far diminuire le emissioni di gas inquinanti, dannosi per i monumenti, e di promuovere un riavvicinamento tra il cittadino e il contesto urbano (e dunque storico, artistico, monumentale) di cui è parte integrante.
Collegato a questo ce ne sono un altro paio, il sesto per esempio, che recita: Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti.
Tutto giusto! E al punto 9, addirittura, si esulta: Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane.

E questo è tutto: non vi sembra  poco?                                                                                     
Per esempio il punto 9 appare di una incompletezza grave: d’accordo, i parcheggi nelle aree urbane sono proibiti, ma quelli che si vogliono realizzare in luoghi preziosi non facenti parte del territorio urbano ( il caso più eclatante è il progetto per un  parcheggio interrato a Passeggiata di Ripetta) si potranno fare? E i sottopassaggi (come quello che qualche mente deviata vorrebbe fare all’Ara Pacis a Roma)?                                                                     Insomma, anche quel che c’è di positivo e di attinente alla materia della tutela del patrimonio culturale appare incompleto e superficiale.                                                                                   
Per il resto, il buio assoluto. Niente è scritto nemmeno sulla proposta di Salvatore Settis che vuole il Ministero dei beni e delle attività culturali e quello dell’ambiente riuniti  in un unico ministero.

Anche in un tema affine come quello dell’istruzione il programma, per i nostri interessi, non offre molto; assistiamo qui alla conferma che l’ amore acritico e onanistico di Grillo per il Web è uno dei punti cardine del Movimento (l’abolizione del libro cartaceo mi sembra una fesseria pericolosa, specie in tempi in cui le nuove generazioni diventano sempre più assuefatte all’uso del computer, senza più conoscere il buon odore di un libro) ma non c’è nessun accenno al necessario cambio di rotta rispetto a quello che è successo in questi anni: la Storia dell’arte sempre più declassata, emarginata ed esclusa dai programmi scolastici.

Insomma, se bisogna giudicare il grado di sensibilità del Movimento 5 Stelle ai temi della salvaguardia del patrimonio culturale in base al suo programma, ecco che il giudizio non può che essere fortemente negativo, e deprimente - specie per chi come me, seppur tra qualche dubbio e qualche incertezza, vede nel Movimento di Grillo un'occasione di rilancio per il nostro Paese. Probabilmente il comico si è occupato del patrimonio culturale nel suo blog o in altre sedi; non so se lo abbia fatto davvero e non so in quali modi lo possa aver fatto: in ogni caso questo non giustifica la superficialità e la noncuranza constatate.
Il punto è che non si riesce a capire quale politica per il patrimonio culturale si vuole promuovere: e non può essere altrimenti, dato che una tale politica non c’è.

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