lunedì 25 giugno 2012

La Fortezza angioina di Lucera: un gioiello da conoscere e salvare!


Lucera è una magnifica cittadina nel cuore della Capitanata, a pochi chilometri da Foggia, dalla storia lunga e complessa: è stata calpestata, tra gli altri, da Federico II e dalla corte sveva, dai sareceni e dagli Angiò.
Lucera è il perfetto esempio di come il nostro paese possa contare su un patrimonio culturale diffuso in maniera capillare su tutto il territorio, ben oltre i pochi luoghi-simbolo delle agenzie turistiche. Provate a visitarla: tra anfiteatri romani e chiese gotiche i vostri occhi avranno di che godere!

Oggi vi parlo brevemente della Fortezza angioina che sovrasta la città- o meglio, ve la presenteranno le fotografie che ho scattato nella mia prima visita di qualche settimana fa (già, perché in ventiquattro anni di vita foggiana non c’ero mai stato, mea culpa).
Molto brevemente, si tratta di una cinta muraria lunga ben novecento metri che chiude una zona molto vasta, alle cui estremità si ergono la Torre della Leonessa e la Torre del Leone; è rinforzata da 22 torri ed è resa inaccessibile da un profondo e largo fossato. La cinta fu fatta erigere da Carlo I d’Angiò all’indomani della vittoria sugli Svevi: così il palatium di Federico II è stato inglobato nella struttura.[1]



Queste prime foto mostrano uno dei tratti caratteristici del nostro patrimonio culturale, decisivo anche per la Capitanata: il legame stretto e indissolubile col paesaggio e il contesto naturale, che genera una unità indissolubile.
Giungendo alla Fortezza, che sorge un po’ fuori dalla cittadina, non si può che rimanere incantati dallo splendido paesaggio su cui domina: esempio della bellezza rustica e un po’ spartana del Tavoliere delle Puglie.


Quando sono entrato nella fortezza, l’emozione è stata fortissima: mai mi sarei aspettato uno spazio così esteso, vasto.
Sulla destra, superata la casetta del custode, nella parte nord orientale,i resti del palatium federiciano.

Il palatium federiciano, al centro


Guardate le foto sotto: le ho scattate affacciandomi all’interno delle varie torrette e dei vari buchi nella cinta muraria. Guardatele bene perché da qui dovrò parlarvi dei problemi di questo gioiello architettonico: non ho inserito il termine salvare nel titolo di questo post per puro caso…






Queste fotografie rendono chiare alcune cose:
1) che la cinta muraria e le torri hanno urgente bisogno di un restauro e di una manutenzione accorta e prolungata nel tempo;
2) che chiunque ci può entrare: e non sempre le intenzioni possono essere buone!
3) Che il rischio di incidenti per i visitatori è alto: le torri sono allo stato di ruderi, ruderi mal tenuti lasciati all’incuria e allo scorrere del tempo: non so se esiste la possibilità di un crollo, ma di certo il rischio che qualcosa possa caderti sulla zucca è concreto- oltre a quello di un bel ruzzolone o di venir morsi da qualche animaletto poco simpatico.
In ogni caso, entrare o affacciarsi nelle torrette come ho fatto io è vietato: peccato che non ci sia un segnale, un cartello, una barriera, che lo faccia capire all’ignaro ed estasiato visitatore!
E questo stesso discorso lo dovrò fare commentando le foto sotto…








Quelle che avete visto sono tracce di costruzioni all’interno della cinta muraria[2] : perimetri, fondazioni, resti di colonne e altri elementi architettonici gettati alla rinfusa sul terreno. E’ stata una esperienza bellissima: è come camminare dentro la storia, e se provate anche voi l’attrazione romantica per i ruderi non potrete che rimanere estasiati.
I problemi sono due: il primo è che tutto è lasciato nell’ abbandono ed esposto senza protezione agli agenti atmosferici; il secondo: in questa zona della Fortezza è vietato passeggiare, ma anche questa volta non c’è uno straccio di segnale, di avvertimento, o di barriera, che lo faccia capire all’ignaro visitatore troppo esaltato per chiedersi se in quel punto si possa camminare o meno!
Insomma, è tutto abbandonato, tutto non curato, tristemente in rovina; sta alla bontà e all’accortezza del visitatore l’evitare danni ulteriori al sito e alla sua stessa persona.

Tutto ciò è paradigmatico della decadenza del patrimonio culturale italiano.
E, se si pensa alla realtà lucerina, ancor più triste e perfino contradditorio: perché Lucera ai suoi gioielli artistici e al decoro del centro storico sembra tenerci molto; tutto mi è sembrato molto ordinato, pulito, ben curato: non sembra nemmeno di essere a pochi chilometri da una città, Foggia, che lascia marcire i parchi pubblici e tiene imprigionata da anni la sua cattedrale in un restauro che sembra infinito!
Se, a Lucera, entrerete nella gotica San Francesco, vedrete le tracce di restauri coscienziosi agli affreschi e un’evidente cura del luogo; stesso dicasi per la cattedrale, anch’essa gotica e angioina.
E allora perché quello che dovrebbe essere il simbolo culturale e storico di una cittadina così encomiabile sotto l’aspetto della tutela del patrimonio, è lasciato all’abbandono e all’incuria?
Bella domanda!
E intanto, proprio la sera della mia visita, un incendio (accidentale? Doloso? Preventivabile?) ha distrutto parte della pineta che circonda la Fortezza angioina, giungendo quasi a lambirne le mura.



[1] Notizie tratte dal volume Capitanata medievale, curato da Maria Stella Calò Mariani e pubblicato da Claudio Grenzi Editore nel 1998; e dal sito del comune di Lucera:
http://www.comune.lucera.fg.it/castello.asp
[2] Rinvio al commento del gentilissimo Anonimo del 2/04/2013, e al mio commento successivo dello stesso giorno.

14 commenti:

  1. che dire... la solita bellezza... sprecata... siamo in un paese così ricco e abbandonato.. pensa che archeologi e storici stranieri, sanno più di noi sulle nostre stesse cose!La situazione in se non mi dispiace, almeno qualcuno se ne occupa e poi il mondo è di tutti... quello che a me da più fastidio è che di conseguenza a questo "degrado" accadono numerose azioni clandestine. L'Italia si infiamma se gli togli il pallone dalla Tv, ma non si ricorda che se può farlo è perché qualcuno prima ha combattuto, ha inventato, ha amato la sua nazione e va tutelato.

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  2. Credo che l'ignoranza italiana di cui parli, Daniela, al mondo degli studi non appartenga: voglio dire che non sono pochi gli studiosi italiani che si sono occupati in modo serio di queste opere sconosciute ai più.
    Il problema, credo, è appunto nei "più". Siamo così pieni di "opere simbolo" da non saper vedere quello che abbiamo a due passi, intorno a noi, anche se meno famoso o sconosciuto. In questo credo che la scuola abbia la sua parte di colpa: magari qualche ora in più dedicata alle "storie locali" farebbe del bene- ma dato lo stupro che la storia dell'arte sta subendo nelle scuole, nemmeno si può gettare tutta la croce addosso ai professori.

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  3. Edit: quando dico "stupro nelle scuole" intendo nei programmi scolastici, da cui la storia dell'arte è sempre più "esiliata"...

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  4. Complimenti per l'articolo (e per il blog) che ha il giusto mix di accessibilità divulgativa e valore aggiunto storico e settoriale! Mi meraviglio del fatto che i reperti siano ancora lì e né gli agenti atmosferici né le cattive intenzioni umane abbiano peggiorato la situazione.

    Non ci sono Associazioni che si occupano di quel sito? Io purtroppo mi son fatto l'idea che per tanti casi dobbiamo metterci noi cittadini ed appassionati a migliorare le cose, dal basso...
    Però con il web forse si può raggiungere una massa critica sufficiente per far qualcosa di utile!

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  5. Ciao bel posto, sono pugliese ma -ahimè- non ci sono mai stato. Ma le murature in cotto a che periodo risalgono? Ti segnalo una situazione simile sempre in Puglia http://martin-oig.blogspot.it/2012/08/canne-con-la-cultura-non-si-mangia-20.html

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  6. @Stefano: grazie per i complimenti.
    Per quanto riguarda le associazioni: non so dirti se esistono, ma credo che, se esistono, siano a livello cittadino.
    Con questo post ho cercato di far conoscere questo splendido monumento e lo stato in cui si trova: il problema è che, considerando anche la sola provincia di Foggia, ci sono situazioni anche più gravi di questa- l'esempio più eclatante è la Regia Masseria del Pantano, villa federiciana alla periferia di Foggia, in uno stato di degrado totale, gravissimo.

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  7. @Michele: per le mie conoscenze, posso provare a darti qualche data generale sull'opera nel suo insieme. Il Palatium venne fatto costruire da Federico II quando a Lucera era già presente la colonia saracena che lui fece deportare nella cittadina: quindi gli anni '30 del 1200, presumo.
    L'insieme della fortezza venne poi realizzato da Carlo I d'Angiò (che regnò fino al 1285).

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  8. ciao! io sono una lucerina doc nonchè storica dell'arte e da sempre sono attenta alla Fortezza di Lucera! bellissimo post, complimenti! purtroppo tutto ciò che scrivi è vero e ti assicuro che anche chi combatte il degrado, come me, spesso non riesce ad ottenere nulla! da un anno mi sono trasferita in Veneto ma continuo sempre a monitorare i beni culturali della mia città natale...

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  9. Ciao Eleonora, grazie per il tuo commento (scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma l'ho letto solo ora!!)!
    Comunque tra qualche tempo conto di ritornare alla Fortezza, per vedere come si è evoluta (sempre che si sia evoluta!) la situazione- e così ne approfitto per rivedermi le chiese gotiche di Lucera (e l'anfiteatro romano, sempre che abbiano finito di restaurarlo), che sono uno spettacolo! :)

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  10. Sul problema della difficoltà di ottenere qualcosa contro il degrado, ti capisco pienamente, e credo che purtroppo sia una cosa che, di questi tempi, accomuni un po' tutta l'Italia- anche se magari al Sud si sente di più...

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  11. Gentile sig. Cobuzzi, riguardo alla domanda se esistano a Lucera associazioni e/o movimenti che si occupino dei monumenti, ed in particolare dello stato di degrado in cui versa l'area della fortezza, le segnalo questi link:

    https://www.facebook.com/pages/Lucera-c%C3%A8/249252681788337?ref=ts&fref=ts
    https://www.facebook.com/pages/Riscrivere-la-storia-in-dissesto-Il-castello-di-Lucera-FG/241940355842154?ref=ts&fref=ts
    https://www.facebook.com/gruppofai.lucera?ref=ts&fref=ts

    Grazie. Cordiali saluti.

    "Ass. Luc'era c'è!"

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    1. La ringrazio per la segnalazione: è davvero piacevole sapere che ci sono gruppi di cittadini interessati al patrimonio culturale di questa splendida cittadina!
      Vi seguirò con piacere!

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    2. Gentile sig. Cobuzzi, i ruderi che lei ha visitato e fotografato non sono di epoca angioina, ma sono i resti dell'acropoli della Luceria romana. Cordiali saluti.

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    3. La ringrazio per la segnalazione, che mi permette di precisare quel punto (aggiungerò una nota che rinvii al suo commento).
      Del resto la sua precisazione è confermata da Maria Stella Calò Mariani, che ne l suo "Archeologia, storia e storia dell'arte medievale in Capitanata", Adda Editore 1992, parla di "area insediativa stratificata con resti di età romana e altomedievale", e di "edifici rappresentativi della Lucera romana, la cui cerchia urbana si estendeva fino alla rocca. In età altomedievale modeste costruzioni riutilizzarono rozzamente i materiali antichi. Si può pensare all'insediamento di età longobarda o alla ripresa della vita urbana dopo la distruzione di Costante II".

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