giovedì 16 agosto 2012

Consigli di lettura


Non so se l’ombrellone in spiaggia sia il posto migliore per leggere libri di storia dell’arte, ma se siete i tipi che non si lasciano distrarre dalle canzonette estive e dai relativi balli di gruppo in riva al mare, eccovi qualche consiglio di lettura. A eccezione del primo, sono libri che ho letto in quest’ultimo periodo, e che valgono la pena di essere letti.


288 pagine, 29 euro
Il primo è un consiglio scontatissimo: Concetti fondamentali della storia dell’arte di Heinrich Wölfflin è un classico universale, un punto di riferimento imprescindibile, uno dei libri più importanti della nostra disciplina.
Non sprecherò inutili parole per descriverlo; voglio solo puntualizzare che erano anni che in Italia questo libro giaceva nella triste condizione di “fuori catalogo”: ci ha pensato ancora una volta la mai troppo osannata Abscondita a porre fine a tale triste situazione, ripubblicandolo un paio di mesi fa- ma sul rapporto tra editoria italiana e storia dell’arte si dovrebbe fare un discorso lungo: avete notato quanti capolavori di L.Venturi, Rosenberg, Antal, Brandi eccetera, case editrici come Feltrinelli e Einaudi non si decidono a ripubblicare?

VIII-212 pagine, 14 euro
Se, come me, non avete una gran conoscenza della storia dell’arte romana, Arte romana di Paul Zanker (Laterza) è sicuramente il libro che fa per voi: conciso, chiaro, va dritto al nocciolo dei problemi senza mai essere prolisso; didascalico nel senso più alto del termine: il discorso principale, prettamente sociologico, è affiancato da una ricchissima serie di illustrazioni accompagnate da didascalie che spiegano le opere singolarmente.
Zanker, nell’operare un critica alla linea “dualista” di Bianchi Bandinelli, rivede i concetti di rilievo storico e arte plebea, analizza i termini del rapporto con l’arte greca, concede uno spazio molto ampio alla scultura funeraria: sempre con l’idea che le opere d’arte agiscano come documenti di storia sociale.

172 pagine, 19,50 euro
Dopo Wölfflin, vengo a un altro gigante della storia della critica d’arte, Aby Warburg.
Per Monstra ad Sphaeram (Abscondida) è un insieme di annotazioni, lettere, progetti del grande studioso raccolti e pubblicati per la prima volta in Italia da Davide Stimilli e Claudia Wedepohl.
Soprattutto, è presente il testo della conferenza del 1925 tenuta da Warburg in onore di Franz Boll, L’effetto della “Sphaera Barbarica” sui tentativi di orientamento cosmici dell’occidente. Un saggio splendido, quasi una summa dei temi warburghiani: astrologia e cosmologia, l’oscillazione tra razionalità e magia nella perdita e riconquista dello “spazio del pensiero”, lo sviluppo delle religioni oltre il primitivo, il ritorno degli “antichi dei” nelle rappresentazioni astrologiche.
Il tutto è oltremodo affascinante: un esempio grandioso del “metodo warburghiano”, del suo particolare uso di opere d’arte e testi figurativi di vario genere, nel tentativo di «la storia della psicologia dell’orientamento spirituale».

148 pagine, 10 euro
Van Gogh è il caso clinico più famoso di tutta la storia dell’arte. Chi, meglio di lui, può essere il protagonista di un saggio di psicologia dell’arte? Tale è infatti Creazione e melanconia in Vincent Van Gogh di Massimo Recalcati (Bollati Boringhieri), il più noto psicologo lacaniano italiano.
La biografia esistenziale e artistica di Van Gogh appare segnata fin dall’inizio: sono la non accettazione dei genitori e il relativo e costante senso di sradicamento ed estraneità a condurlo verso la luce del Sud, dove al trionfo della sua pittura si accompagnerà il compimento del suo destino tragico di melanconico.
Un saggio “drammatico”, duro, data la capacità di Recalcati di calarci nell’inferno personale di questo artista immenso; un saggio splendido, oltremodo suggestivo, che restituisce intatto il senso della sua grandezza tragica.

Nessun commento:

Posta un commento