venerdì 8 febbraio 2013

Condanna a morte per la Regia Masseria del Pantano



Sono passati un po’ più di sei mesi da quando, a corredo del post sulla tutela del patrimonio culturale come dovere, vi mostravo le foto della Regia Masseria del Pantano di Foggia, scattate durante una visita di qualche giorno prima.
Se siete fan delle pagine di Kunst su Facebook e Twitter, avrete avuto modo di sentir parlare più di una volta di questa straordinaria villa federiciana, lasciata in stato di abbandono e semi distruzione.

Il breve post di oggi è a dire il vero un post inutile, perché figlio di una attività (finora) inutile: il mio piccolo tentativo di far conoscere nella maniera più ampia questo autentico oltraggio al nostro patrimonio culturale.

Di una cosa ero e sono convinto: che la Regia Masseria del Pantano deve essere fatta conoscere oltre i confini della città di Foggia. Lo credo perché siamo di fronte a uno scandalo che non può essere confinato nei recinti di una città di provincia; e perché più gente viene informata di questa storia, più possibilità può avere la Masseria di sopravvivere- ovviamente, è chiaro che i primi e più duri combattenti per questa sopravvivenza devono essere i foggiani (ma a questo proposito dovrei aprire una parentesi triste sul rapporto dei cittadini di Foggia con la loro città…).

Il fatto è che, come dicevo, questo mio tentativo è stato finora inutile, e questo nonostante che mi sia rivolto, turandomi il naso, anche a realtà che non mi piacciono del tutto.
Ho scritto a Striscia la Notizia e poi a Fabio, l’inviato, insieme a Mingo, di Striscia per la Puglia; e infine alla associazione creata da Philippe D’Averio, Save Italy.
Niente, nessuna risposta.
Chi mi resta da contattare? Organismi che la Regia Masseria del Pantano dovrebbero conoscerla già: la Soprintendenza, la sezione foggiana di Italia Nostra: non so a quanto possa servire, ma ci proverò.

Nel frattempo, in questi sei mesi, le condizioni della Masseria sono cambiate?
A prima vista non sembrerebbe; ma, andando oltre quel che si vede, è chiaro che ogni folata di vento, ogni goccia di pioggia, lo stesso semplice e naturale scorrere del tempo, sono nemici della Masseria -come i politici, gli amministratori e i cittadini, tutti allo stesso modo negligenti e disinteressati, tutti responsabili in misure diverse-, innocente e magnifica condannata a morte.

E intanto a Foggia, comune in deficit tra disoccupazione, criminalità, municipalizzate che falliscono, addizionale IMU tra le più alte d’Italia e giovani che se ne vanno, si continuano a costruire palazzi …

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