lunedì 4 marzo 2013

Elezioni 2013: quale futuro per il tema della Tutela?



Una settimana dalle votazioni; una settimana in cui ho potuto verificare se lo scoramento politico che mi attanaglia dal 2008 (quella volta me ne restai a casa) poteva essere almeno parzialmente sopraffatto. Cosa mi aspettavo? Oh, niente di eccezionale, nessuna rivoluzione, nessun PD a guidare il cambiamento: semplicemente, speravo che il popolo italiano mostrasse finalmente un minimo di orgoglio, di dignità, di coscienza civile; insomma, speravo che la pagina buia del berlusconismo si chiudesse definitivamente.
Evidentemente, chiedere cose di questo tipo agli italiani è davvero troppo.

Altre illusioni non ne avevo, men che meno per quel che riguarda uno dei temi cruciali del presente e del futuro del nostro Paese: la questione del patrimonio culturale!
Tema cruciale? Ma davvero? In realtà della tutela del nostro patrimonio storico, artistico, e paesaggistico, non frega un accidente a nessun politico: avete sentito qualcuno che parlasse di questi temi? I politici vi hanno dato l’impressione di essere sensibili all’argomento?
Certo, mi direte, Monti ha candidato la Borletti Buitoni, ex presidente del Fai: ma è chiaro, a chiunque conosca un minimo i fatti di quest’ultimo anno, che Monti è una prostituta che cerca di spacciarsi per vergine dopo anni passati sulla strada (il suo ministro Ornaghi, secondo Salvatore Settis, costituisce, insieme a Bondi e Galan, il micidiale «terzetto che, fosse stato a Firenze nel Quattrocento, sarebbe riuscito a insabbiare il Rinascimento»- clicca QUI), e la Borletti Buitoni una che, semplicemente, ha perso la faccia - e forse un po’ l’ha fatta perdere anche all’Istituzione benemerita di cui era presidente.

Giuliano Volpe
Eppure un residuo di speranza c’era,  Sinistra Ecologia e Libertà.
Perché dico questo? Perché Vendola è l’unico politico che parla di cultura, di beni culturali, di paesaggio; può farlo anche in modi sbagliati o contestabili o non del tutto appropriati, ma questo è un altro discorso: quel che conta è che, nel deserto della politica, lui a questi argomenti ha sempre dato peso.
E lo ha dimostrato in pieno, candidando in Puglia, per il Senato, Giuliano Volpe.
Volpe è il Rettore dell’Università di Foggia, uno che è riuscito a far crescere questo Ateneo dopo gli sfaceli fatti dal suo predecessore; ed è uno stimato archeologo (clicca qui per una breve biografia) che si è sempre occupato, in maniera seria e professionale, impegnata e battagliera, della tutela del patrimonio culturale.
Insomma, finalmente una persona competente e qualificata, non uno dei tanti buffoni che vediamo al vertice del Ministero dei beni culturali da vent’anni a questa parte!

Certo, Volpe non avrebbe potuto fare miracoli; anzi, considerando la melma in cui sarebbe capitato, forse non avrebbe potuto far niente. Ma l’idea che una persona come lui potesse entrare al Senato mi esaltava: almeno una voce inflessibile e competente che parlasse di cultura e patrimonio culturale l’avremmo avuta!
E invece no: Volpe, secondo nella lista di SEL, non è stato eletto (anche a causa di quella vergogna che chiamano porcellum), nonostante il suo radicamento nel territorio, la sua visibilità, e una campagna elettorale fatta come si deve.
In Puglia, udite udite, ha vinto Berlusconi: ed è così che mi chiedo in quale postaccio mi tocca vivere!- si, “postaccio”, perché non so come potrei chiamare un luogo in cui la grande maggioranza degli abitanti vota per quella parte politica che la Regione l’aveva quasi mandata allo sfascio; per quella parte politica il cui più noto e influente esponente locale, Raffaele Fitto, ex governatore, è stato appena condannato a quattro anni di carcere, ridotti a uno solo grazie all’indulto - e non fatemi dire niente sul fatto che anche in Puglia la Lega Nord ha preso voti, perché in questa sede non voglio bestemmiare!

Insomma, un anno e mezzo fa furono i cosiddetti “tecnici” a deludermi definitivamente, quando, invece di Settis, Monti decise di fare ministro dei beni culturali l’incompetente Ornaghi (già, quella volta mi illusi davvero fino all’ultimo, ingenuo idiota che sono stato!); questa volta sono stati i cittadini pugliesi a deludermi: evidentemente non gli importa molto che la loro regione, anche da un punto di vista storico e artistico, è un qualcosa di unico, per qualità e quantità e differenziazione delle realtà che ospita (si parte dall’Antichità di Arpi, a Foggia - sulla situazione sconvolgente di questo gioiello vi parlerò presto, nel frattempo leggete questo articolo di Manlio Lilli- e si giunge al Barocco di Lecce, passando per il Romanico del centro-Nord e le testimonianze longobarde, bizantine e angioine; per non parlare poi delle bellezze paesaggistiche).

E ora, cosa ci prospetta il futuro? Niente di buono, chiaramente: instabilità e incertezza; quel che è certo è che ci muoveremo tra l’inettitudine del PD, l’incognita del Movimento 5 Stelle, e l’insulto all’intelligenza umana che prende il nome di PDL/Lega Nord, che, oltretutto, esce da queste elezioni rinvigorito, tutt’altro che morto, e più minaccioso che mai - unica nota positiva: i centristi baciapile hanno ricevuto uno schiaffo di dimensioni quasi bibliche.
Quel che è certo è che la questione della Tutela del patrimonio culturale rimarrà dov’è ora: nel cestino dei vari uffici e delle varie commissioni - già, perché su questi temi il Movimento 5 Stelle, che pure ho votato alla Camera, non mi convince neanche un po’ (clicca QUI).
E personalmente la prospettiva, tanto invocata in rete, di trovarmi Matteo Renzi a capo del centrosinistra, mi fa rabbrividire non poco: lo sappiamo bene che lui è una delle più grosse disgrazie mai capitate al patrimonio culturale di Firenze.

2 commenti:

  1. Il fatto che temi della valorizzazione del patrimonio culturale è stato vicino all'assente nel programma dei 4 principali partiti forse è indice della scarsa importanza che l'argomento suscita nei cittadini/elettori.

    In questo pecchiamo di profonda provincialità, poiché non siamo solo noi del settore a reclamare spazio, ma è persino l'UE a indicare l'impresa culturale come uno dei capisaldi del prossimo programma quadro di finanziamenti: insomma, per l'Unione Europea il valore aggiunto che può caratterizzare l'economica europea sono l'imprese che si occupano di ricerca, istruzione e cultura.

    Almeno, di positivo, c'è che ci saranno bandi disponibili per sviluppare progettualità su questi temi. Sempre se non decidiamo di auto-cacciarci pure dall'UE (visti i tempi, non si può escludere nulla!). Un saluto

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  2. Aggiungo una piccola postilla: Sabato 2 Marzo Giuliano Volpe, dalla sua pagina facebook, segnalava che "Il MIBAC ha finalmente approvato il PPTR-Piano paesaggistico territoriale regionale della Puglia: un grande successo, un enorme passo in avanti. Il primo Piano approvato in Italia è quello pugliese. Per me una grande soddisfazione (in questi giorni non particolarmente felici) sia come coordinatore della Carta regionale dei beni culturali e collaboratore del Piano stesso sia come componente del Consiglio Superiore dei beni culturali, sia come archeologo e cittadino pugliese".

    Una splendida notizia, che fa aumentare la stima per Volpe e il rimpianto per la sua mancata elezione.
    Copiate il seguente indirizzo se volete saperne di più: http://www.giulianovolpe.it/download/871/GazzettaMezzogiorno2.3.2013.pdf/

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