lunedì 15 aprile 2013

Un anno di Kunst



Qualche giorno fa, il 10 aprile, questo blog ha compiuto un anno. Fino all’ultimo avevo pensato di non festeggiarlo, questo compleanno; ma insomma, compiere il primo anno di vita non è una cosa da poco, quindi, tutto sommato, due parole per l’occasione meritano di essere spese, anche per fare un bilancio di quello che Kunst è stato finora.

Perché decisi di creare questo blog? Semplicemente perché avevo una gran voglia di scrivere d’arte, e dato che oggi l’idea di fare lo storico dell’arte è troppo spesso pura utopia – e lo sa benissimo chi ha lasciato l’Università – ecco l’idea di sfruttare Internet. Non che sia stato il primo a pensare questa cosa, anzi; in rete si trovano siti e blog di storia dell’arte che sono davvero una cosa spettacolare, luoghi in cui il sapere viene reso davvero accessibile a un pubblico vasto: credo che prima o poi interromperò le letture dei miei libri per cominciare a leggere le annate delle riviste on line che preligo (alcune ve le ho già segnalate, altre ve le segnalerò in futuro).
Comunque Kunst non è stato il primo posto in Internet in cui ho scritto d’arte (vi assicuro che le cose che scrivevo erano generalmente pessime); anzi,  a dirla tutta Kunst nasce da un esperimento fallito a cui io tenevo moltissimo: un blog collettivo di storia dell’arte e “arti in genere” tenuto da studenti della Sapienza: davvero, per me non poteva esserci cosa più bella di un progetto di quel tipo, in cui scambiarsi idee e conoscere quanti più studiosi e appassionati d’arte possibile. Ma insomma, naufragato il tutto, è arrivato Kunst.

Eppure, vi dirò, che a me il pallino di un blog collettivo è rimasto.
In questo anno, soprattutto grazie agli account Twitter e Facebook del blog, ho conosciuto un sacco di belle persone, in gran numero giovani e appassionate, un grande patrimonio che, manco a dirlo, questa nostra Italia sta mandando al diavolo; e davvero mi piange il cuore nel vedere che lo scoramento, in troppi casi, prende pian piano il posto dell’entusiasmo: un danno abissale per la nostra disciplina e per la nostra società.
Per cui, dopo tutto ‘sto preambolo, ripeto quanto già detto un paio di volte su Facebook: se amate la storia dell’arte, se volete scrivere e non avete paura di esporre le vostre idee in pubblico, ebbene, mandatemi una mail col vostro pezzo e io ve lo pubblico con piacere (sempreché, ovviamente, non ci scriviate che Picasso era un imbrattatele e fesserie del genere!) – ah, sempre gratis, che io sono uno studente fuori corso e squattrinato come quasi tutti voi che mi leggete.
In questo primo anno ho avuto il privilegio di pubblicare l’articolo di Marco Pacella su Monet, tra l’altro uno dei più visti di tutto il blog (clicca QUI), lo scambio di vedute avuto su Facebook con Claudio Melmoth (clicca QUI) e infine, a chiudere l’annata con la ciliegina, l’articolo di Maria Elisa Repetti su Fautrier, con annessa tesi (clicca QUI).
Pochi ma buoni, insomma: per questa nuova annata spero di ospitare un po’ di persone in più.

Da parte mia, posso dirvi che il blog continuerà a essere quello che è stato finora: e cioè uno specchio dei miei interessi in materia di storia dell’arte. Quindi, affianco ai temi che hanno fatto e faranno da spina dorsale del blog (storia della critica d’arte, tutela del patrimonio culturale, ecc), altri, per me nel frattempo divenuti centrali, verranno sempre più trattati: penso al Rinascimento e alla storia dell’arte italiana in genere (il post di Lunedì prossimo, ve lo anticipo, tratterà dell’interpretazione data da Cesare Brandi alla Maestà di Duccio di Buoninsegna nel Duomo di Siena), e, più in là, la Neuroestetica.
Conto poi di tornare a parlarvi di due posti che amo: la Fortezza Angioina di Lucera e la Regia Masseria del Pantano di Foggia, quest’ultima sempre più comatosa (ne riparliamo Venerdì).

Prima di chiudere, mi permetto di ringraziare ancora una volta Sara e Roberta Meloni – la prima per aver creato materialmente e graficamente il blog, la seconda per aiuti di vario genere – e di tornare su quanto dicevo prima, e cioè sulle belle persone che in quest’anno, grazie a Kunst, ho conosciuto: studenti e ricercatori, dottotorandi e tieffini, professori di scuola e università, funzionari e semplici appassionati, persone attente con cui ho discusso, polemizzato, stretto amicizie. Ecco, questa è la cosa più bella che mi è venuta dal blog: rendermi conto che in Italia gli Sgarbi e i Nannipieri sono ancora la netta minoranza.

Mario

3 commenti:

  1. Sei grande, tutti noi dobbiamo ringraziare te, continua così!
    Maria Elisa

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  2. Buon compleanno a uno dei migliori blog di storia dell'arte della rete ;-)

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  3. Grazie ragazzi, gentilissimi! :)

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