lunedì 18 maggio 2015

In difesa della Storia dell'arte

Un post breve per ricordarvi due iniziative in difesa della Storia dell’arte.

Il san Paolo di Masaccio dal Polittico di Pisa, 1426-28 ca.

 Che il gran baraccone di Expo fosse un pericolo per le opere d’arte lo si era capito da mesi: da quando Vittorio Sgarbi, critico da operetta e finto paladino della tutela, aveva chiesto con voce strombazzante i Bronzi di Riace. Purtroppo il traffico di opere non si è fermato col sacrosanto diniego delle due celebri statue: da tutta Italia si è avviato un vergognoso esodo di opere di qualsiasi epoca e tipo, decontestualizzate e sottoposte a viaggi pericolosi – e quanto incredibile provincialismo hanno dimostrato certe realtà locali esultando per la perdita dei loro tesori: penso a Ascoli Satriano e ai suoi celebri Grifoni.
Le ultime vittime sono alcuni tra i più grandi artisti della nostra storia: Nicola Pisano e il figlio Giovanni, e Masaccio. Dei primi due verranno portate a Milano otto sculture realizzate per il Battistero di Pisa: opere delicatissime anche solo per il loro peso considerevole; di Masaccio, invece, il san Paolo proveniente dallo smembrato e in parte disperso polittico di Pisa, una tavola che dovrebbe appartenere al Museo Nazionale di San Matteo di Pisa, ma che in realtà è ormai da tempo nella triste condizione di “opera viaggiante” – a ricordarci, tutto ciò, che purtroppo i mali della tutela non nascono con Expo.
Dunque, per cercare di contrastare questi viaggi infausti, lo storico dell’arte Cristiano Giometti, dell’attivissima Associazione Culturale Artiglio, ha promosso una petizione (QUI): per aderire potete scrivere a associazioneartiglio@gmail.com oppure a cristiano.giometti@unifi.it.
Voglio essere brutalmente realista: per le sculture dei Pisano è ormai tardi; ma Masaccio, forse, siamo ancora in tempo a salvarlo. E in ogni caso, è doveroso che gli storici dell’arte facciano sentire la loro voce contro certi scempi.

...tra l'altro: che serietà può avere una mostra su questi due artisti curata da un signor nessuno dell'argomento come Sgarbi?


La politica italiana, da destra a sinistra (non che questi termini oggi abbiano molto senso), è stata molto brava a prendere in giro la Storia dell’arte: praticamente tutti, in modi diversi, hanno promesso di ridare dignità a questa disciplina nei programmi scolastici. Anche il governo Renzi: l’ennesima promessa da marinaio – che non sorprende molto, se pensiamo a certi vergognosi precedenti del nostro arrembante primo ministro col patrimonio culturale di Firenze.
Così ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte), tra le altre forme di protesta, ne ha organizzata una molto interessante perché può coinvolgerci tutti: consiste nella realizzazione di brevi video amatoriali (niente di troppo complesso o professionale) in cui chi ha a cuore la Storia dell’arte spieghi perché è necessario che questa disciplina sia studiata a scuola. Un modo per svegliare le belle addormentate che abbiamo in Parlamento – ANISA ha inviato il film collettivo (potete vederlo QUI) realizzato con gli spezzoni dei vari video realizzati finora, direttamente ai membri della Commissione cultura alla Camera e al Presidente della Repubblica.
Ecco perché nel video in basso potete vedere la mia brutta faccia.
I video potere inviarli alla pagina Facebook  Urgent call in difesa della Storia dell’arte (QUI).


Serviranno a qualcosa, queste iniziative? Il mio pessimismo innato non mi rende fiducioso.
Ma, a ben pensarci, il solo fatto che gli storici dell’arte si uniscano in difesa della loro disciplina è una vittoria: forse con una maggiore coesione e un più deciso impegno sociale, potremo in futuro evitare di assistere a certe brutture a cui abbiamo assistito e a cui stiamo assistendo.

Nessun commento:

Posta un commento