lunedì 21 novembre 2016

Giovanni Pisano nascosto nel buio

Il Pulpito di Giovanni Pisano in Sant'Andrea a Pistoia nella sua "illuminazione" reale


Il “contatto diretto con l'opera d'arte”, la visione dal vivo quanto più possibile prolungata e ravvicinata: questo è il modo primario in cui le opere d'arte si devono studiare e analizzare. Le fotografie, per quanto di alta qualità, da sole non bastano; e nessun genere artistico dimostra questa verità come la scultura - un grande maestro della connoisseurship, Luciano Bellosi, scriveva che «la scultura ha invece il problema (o la virtù) di essere tridimensionale, per cui non basta studiarla su una fotografia».1

La conferma di tutto ciò si ha visitando il Pulpito di Giovanni Pisano in Sant'Andrea a Pistoia. Vedendolo dal vivo, l'idea che questo sia uno dei massimi capolavori dell'arte italiana è non solo confermata, ma addirittura aumentata: nulla di più moderno e rivoluzionario in scultura è stato realizzato fino alla comparsa di Donatello. Siamo di fronte a un'opera tanto impressionante da apparire quasi come un unicum.
Non voglio dilungarmi in una analisi di un'opera tanto celebre2, ma solo farvi presente il dato che dal vivo mi è parso forse più eclatante e sorprendente, e che mai nessuna fotografia era riuscito a trasmettermi: l'estremo sbalzo dal fondo di tante figure; la loro tridimensionalità quasi completa, estremamente dinamica e coscientemente voluta; in almeno tre scene (Strage degli innocenti, Crocifissione, Giudizio Universale, forse le più impressionanti per il grado di novità e radicalità stilistica) abbiamo tanti personaggi inquieti che, più che altorilievi, diventano piccole statue a tutto tondo che solo per un filo di materia rimangono legati al fondo della lastra.
Tutto ciò, ripeto, anche le migliori fotografie non lo rilevano: l'appiattimento bidimensionale della foto non può che interessare anche i rilievi, deprimendone la caratura artistica. Nella foto che vedete in basso spero di darvi, seppur parialmente, il senso dello sbalzo tridimensionale.

Giovanni Pisano, Strage degli Innocenti, 1298-1301, dal Pulpito di Sant'Andrea a Pistoia


Ma il punto di questo post è un altro: riguarda lo stato di vergognosa invisibilità in cui questo straordinario, perfino incredibile capolavoro è tenuto. Sant'Andrea a Pistoia è una chiesa immersa nella più totale oscurità, come potete vedere dalla foto che apre il post. Studiare il Pulpito di Giovanni, e tutte le altre opere conservate in questa chiesa, per un comune studente universitario è praticamente impossibile: ci si può ridurre a impressioni veloci, a occhiate rapide, non di più.
Perché questo? Perché per illuminare tutta la chiesa contemporaneamente ci sono tariffe da ladri: un euro per 5 minuti di luce. Ora, chi studia la Storia dell'arte con coscienza sa bene che 5 minuti non servono a niente: come studiare, in così pochi minuti, un'opera della complessità iconografica, stilistica, compositiva del Pulpito? Come poter studiare tutte le scene e il grandioso popolo scultoreo (le straordinarie Sibille, per esempio) che lo completano?
E non basta: perché in quei 5 minuti si illumina tutta la chiesa, e quindi, tra le altre cose, i due bellissimi Crocifissi lignei realizzati sempre da Giovanni Pisano, tra i maggiori esempi di una tipologia in cui Giovanni si specializzò, offrendo opere che, tutt'altro che riferibili a prodotti di “industria”, sono dei veri capolavori di espressionismo gotico.3 Come si possono, in 5 minuti, studiare tutte queste cose? Si è costretti a un tour de force visivo e motorio che con lo studio non ha nulla da spartire.

Giovanni Pisano, Croce, 1300 ca. Pistoia, Sant'Andrea


Certo, uno può inserire più soldi e illuminare tutta la chiesa per maggior tempo. Ma mi chiedo, e vi chiedo:
1) è giusto che una chiesa sia tenuta nel buio più totale e che si faccia cassa sulla pelle (e nei portafogli) di studenti e visitatori? - e questo avviene, aggiungo, in una città come Pistoia che, nel 2017, sarà capitale italiana della cultura.
2) È giusto che uno studente debba svenarsi per studiare la sua disciplina? Infatti il problema dell'oscurità non riguarda solo Sant'Andrea ma, solo per fare un esempio nella stessa Pistoia, San Giovanni Fuorcivitas, un gioiello immerso nella più totale oscurità e che conserva, tra le altre cose, il Pulpito di Fra Guglielmo e il Polittico di Taddeo Gaddi: qui la tariffa è di 2 euro per 5 minuti di illuminazione di, ancora una volta, tutta la chiesa contemporaneamente
3) è normale che, tra luci inesistenti e zone inaccessibili al pubblico (transetti, altari, sacrestie), ci siano decine e decine di opere d'arte custodite nelle chiese che sono di fatto inaccessibili (per un esempio gravissimo clicca QUI)?
4) Più in generale: che valore hanno le chiacchiere su “tutela” e “valorizzazione” sempre in voga in Italia? Possibile che i Montanari, i Volpe, e insomma tutti gli estensori di appelli e raccolte di firme, non si siano mai accorti di questi problemi macroscopici che riguardano l'Italia tutta (clicca QUI)? Possibile che gli storici dell'arte italiani non si siano mai accorti che sono decine e decine le opere praticamente invisibili? O forse i privilegi che si concedono agli studiosi sono un buon motivo per non badare a questi problemi?

Insomma, quello di Giovanni Pisano in Sant'Andrea a Pistoia è solo un caso gravissimo ed eclatante di una realtà diffusa in tutta Italia che, nel mio piccolo, continuerò a denunciare – attendendo, magari, i pareri o le reazioni dei tanti ciarleri difensori della “tutela” e della “valorizzazione” del patrimonio culturale.

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1 Passaggio da una intervista che potete leggere QUI.
2 Un'analisi secondo bellissima, anche se datata, è quella offerta da Cesare Gnudi nel suo saggio sul Pulpito che trovate in C.Gnudi, L'arte gotica in Francia e in Italia, Einaudi 1982
3 Una scheda molto ricca su quest'opera, che riassume bene la vicenda critica delle Croci lignee di Giovanni Pisano (una riscoperta essenziale dovuta a Max Seidel), è quella di Gianluca Ameri nel catalogo della mostra Giotto e il Trecento, Skira 2009

*ringrazio Simona Anna Vespari per le fotografie di questo post