mercoledì 21 novembre 2018

Rusuti, Torriti, Cavallini e Santa Maria Maggiore: chi ha fatto cosa?

Filippo Rusuti, Madonna col Bambino. Roma, Santa Maria del Popolo



La notizia è giustamente nota: sulla tavola con la Madonna col Bambino in Santa Maria del Popolo a Roma, detta “di san Luca”, è comparsa, a seguito di un restauro, la firma dell'autore (“firma” è da intendersi ovviamente in senso medievale). Non di Jacopo Torriti o del Maestro di San Saba si tratta, a cui la tavola era attribuita, ma di Filippo Rusuti, forse il più sottovalutato dei pittori romani di fine Duecento.
Si tratta di una scoperta eccezionale, che è destinata a riscrivere intere pagine della pittura a Roma alla fine del Medioevo, e che – ma forse è troppo sperarlo – dovrebbe indurre a una maggiore prudenza attributiva, data l'estrema frammentazione di questo ambito storico artistico.
Mettiamo ordine: cosa ha fatto Filippo Rusuti? In questo post non si dirà niente di troppo sconosciuto, ma date le fesserie comparse nientemeno che sul Giornale dell'Arte (numero 131 di novembre), non sarà male fare un brevissimo riassunto scolastico su Rusuti, Torriti e Pietro Cavallini, i tre grandi nomi della pittura romana di fine Duecento, in relazione alla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Nell'articolo infatti si legge nientemeno che “Rusuti firma con Jacopo Torriti e Pietro Cavallini, la fascia alta dei mosaici della facciata di Santa Maria Maggiore”.

Filippo Rusuti, particolare dei mosaici nella facciata di Santa Maria Maggiore a Roma


Jacopo Torriti, mosaici dell'abside di Santa Maria Maggiore a Roma

Andiamo allora a Santa Maria Maggiore a Roma: i mosaici della facciata, frammentari e molto restaurati, erano finora l'unica opera certa di Rusuti, poiché firmata. La datazione è dibattuta, ma, senza entrare in questioni troppo specifiche, è da racchiudere negli anni Novanta del Duecento. Questo è quel che ha fatto Rusuti in Santa Maria Maggiore, a cui forse sono da aggiungere i tondi nel transetto (ma l'attribuzione è dibattuta). Punto.
C'è poi lo spettacolare mosaico dell'abside con al centro l'Incoronazione della Vergine, questa volta ben conservato, un punto fermo nella storia della pittura del Duecento: è opera di Torriti, già autore del mosaico absidale di San Giovanni in Laterano (questo non facile da giudicare a causa di diverse vicissitudini subite dall'opera). Nient'altro c'è in Santa Maria Maggiore di Torriti.
E Cavallini? Semplicemente, di Cavallini in Santa Maria Maggiore non c'è nulla: i mosaici di Cavallini sono sì in una Santa Maria, ma Santa Maria in Trastevere.

Stendendo un velo sul fatto che il più importante organo di informazione storico artistica in Italia si abbandoni a fesserie di questo tipo, non mi resta che rimandarvi alle voci su questi pittori presenti sul sito della Treccani, per una lettura introduttiva più seria.